CILENTO & VALLO DI DIANO

Terra di miti e spiagge da sogno

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Desideriamo farvi iniziare il vostro viaggio nel Cilento con le riflessioni conclusive di Carla Giannini tratte da un suo articolo:

“Immergersi nel classico, significa scoprire che la bellezza è una domanda a cui mai verrà data una risposta, significa cominciare a vivere e a leggere il passato e la sua storia nelle rocce, nelle spiagge, nei mari che sono attorno a noi, riassaporando la classicità, la bellezza e il suo gusto.

Ci sono paesaggi nel nostro mediterraneo, da ammirare assolutamente in silenzio. Solo rimanendo in silenzio ad osservare, si può sentire il rumore del mito, che dorme e respira, e lo farà in eterno”.

                                                           (Paesaggio tirrenico e mito nell’Eneide: Miseno e Palinuro di Carla Giannini)

Scopriamo il magico Cilento... luoghi dal fascino surreale, sostenuti da un clima mite che gli consente di vivere il suo mare per dieci mesi all’anno, grazie ad un perfetto mix di storia, mito, civiltà, gastronomia e natura, è in grado di offrire a chiunque un soggiorno indimenticabile. 

Omero e Virgilio, incantati da questi luoghi magici, prescelsero il scenario per le imprese dei loro eroi, acque cristalline e spiagge dorate, misteriose grotte e rocce a picco sul mare, furono le indimenticabili ambientazioni dei loro famosi racconti.
Fra questi scogli, Ulisse avrebbe affrontato le sirene ammaliatrici ed il massiccio della molpa su cui un tempo sorgeva l’antica città di Capo Palinuro.

In mezzo alla vegetazione del promontorio spiccano ancora fortificazioni a torri costiere, realizzate intorno al 1.600, parte di un complesso sistema difensivo di cui resistono ancora tracce lungo tutta la costa. Esse avevano compiti di avvistamento durante le scorribande dei pirati Saraceni, che all’epoca compivano frequenti impulsioni a danno dei paesi costieri.

Scopri il Cilento con noi...

Da una parte, a nord, troviamo i templi di Paestum, l'antica Poseidonia, preziose testimonianze della Magna Grecia; dall'altra, a sud, c'è Porto degli Infreschi, così chiamato perché dalle sue rocce sgorga in mare una freschissima sorgente d'acqua dolce. All'interno svetta il paesaggio incontaminato e selvaggio di un parco nazionale, recentemente entrato a far parte della rete dei geo-parchi riconosciuti dall'UNESCO, e i deliziosi borghi di San Severino di Centola e Teggiano, che sovrastano il Vallo di Diano.

San Severino

 

Paestum, famosa per i templi dorici edificati nel VI secolo a. C. sulla collina che guarda verso il mare. Oggi, oltre alle rovine dei templi, si può visitare il ricchissimo museo archeologico che conserva, tra l'altro, le lastre affrescate della famosa Tomba del tuffatore e parti decorative del santuario di Hera Argiva alla foce del fiume Sele.

Proseguiamo verso sud e troviamo Agropoli, antico borgo che sorge su un promontorio a picco sul mare. Il territorio fu frequentato a partire dal Neolitico da popolazioni dedite alla caccia e alla pesca, si caratterizza per la varietà dei suoi paesaggi: dalle verdi colline alle cristalline acque del Golfo di Salerno. La parte antica è un affascinante intreccio di stradine acciottolate con antiche chiese, venerabili residenze e un castello con viste superbe.

“Che cos’è quell’alta rupe che ci appare lastricata fino in cima da campicelli come da un’elegante geometria? E perché l’erba, quasi azzurra su quella rupe, trascolorisce irrequieta, come da un sottopelle di tatuaggio a una scorticatura smaltata? Ne vedrò più tardi l’altra anca, nuda e scabra: è la Punta d’Agropoli, e, come un canguro, sulla sua pancia, nascondendola al mare, porta la sua città: un’unica strada che le case fanno stretta, che bruscamente diventa quasi verticale, e ci offre una prospettiva di gente sparsa in moto”. Giuseppe Ungaretti

Agropoli

Superata Agropoli la strada panoramica attraversa il borgo di Santa Maria di Castellabate, pittoresco centro con i suoi belvedere, le scalinate, le viuzze strette e gli slarghi fioriti. Sotto il castello si trovano una deliziosa spiaggetta e un molo con i portici delle Gatte, così chiamati perché di notte la luce delle candele luccica come gli occhi dei felini. E' qui che il regista Luca Miniero ha scelto di girare l'anno scorso il film Benvenuti al Sud!.

 
Santa Maria di Castellabate

Proseguiamo costeggiando la verdissima penisola di Punta Licosa, conosciuta anche come il promontorio delle Sirene: Leucosia, come il nome di una delle sirene che tentò di sedurre Ulisse con il suo canto. La punta e l'omonima isoletta erano talmente belle che Omero le immaginò popolate di sirene, le stesse che costrinsero Ulisse a farsi legare all'albero maestro della nave per resistere al loro canto ammaliatore. Oggi le loro acque, trasparenti e limpide, sono Parco marino subacqueo.

Curva dopo curva si attraversano borghi e paesaggi spettacolari che invitano alla sosta: Montecorice, Ponte San Nicola, Agnone, Acciaroli e la frazione Pollica, delizioso villaggio marinaro dove negli anni '50 pare che Ernest Hemingway trovò ispirazione per il celebre romanzo Il vecchio e il mare. Passeggiando lungo l'antico porticciolo di Acciaroli, protetto da un torrione angioino e dalla chiesa dell'Annunziata, si sente ancora parlare dello scrittore americano e di Antonio Masarone, pescatore classe 1902, soprannominato appunto u viecchiu. Acciaroli è stata anche la location di un altro film, Noi credevamo, diretto sempre nel 2010 dal regista Mario Martone.

Punta Licosa

Dal convento di Santa Maria delle Grazie, sopra Pollica, il colpo d'occhio è strepitoso: sotto si estendono la spiaggia di Acciaroli e le scogliere di Pioppi. Intorno al 1970, visse il nutrizionista americano Ancel Keys che decise di studiare i segreti del benessere della popolazione cilentana: il mare, l'aria buona e la variopinta dieta mediterranea. Merita una visita anche Cannicchio, piccolo borgo tutto in pietra, arroccato sulle colline dei dintorni. Tra le lunghe spiagge sabbiose e la macchia mediterranea emergono qua e là grappoli di case e borghi secolari: Ascea, a trecento metri d'altezza, e Pisciotta, che sembra in equilibrio su un tronco di roccia, dove si pratica ancora, come una volta, la pesca alle alici con larghe reti.

Baia degli Infreschi

 

Seguendo la litoranea, punteggiata da torri di avvistamento saracene, appare all'improvviso il promontorio di Palinuro, che si allunga verso il mare come la mano di un gigante. Capo Palinuro era fino agli anni '50 il buen retiro di artisti, intellettuali e scrittori, soprattutto stranieri. La bellezza della costa ispirò anche il poeta Virgilio che fece naufragare il suo eroe Enea proprio su questo tratto di costa del Cilento. Noleggiando una barca si possono scoprire lungo la costa le grotte marine di Palinuro, un vero spettacolo. Rappresentano certamente una delle attrazioni maggiori, disseminate lungo il perimetro del promontorio e capaci di offrire uno spettacolo unico di luci e colori, sono quasi tutte raggiungibili via mare e visitabili in compagnia delle espertissime guide.

Grotta Azzurra - Capo Palinuro

Nelle vicinanze del porto di Capo Palinuro si può esplorare la cavità più nota del suo massiccio calcareo, la Grotta Azzurra, dai scenari incantevoli sia nella sua parte aerea che in quella immersa, attira centinaia di sub desiderosi di calarsi nelle sue acque blu elettrico alla scoperta di mille segreti. Il suo nome è particolarmente noto nei mondi della speleologia e nella biologia marina, numerosi esperti infatti si dedicano al suo studio per far luce su un fenomeno considerato rarissimo a queste profondità, ossia la presenza dei solfo batteri e delle relative sorgenti di acqua sulfurea.

 

Il viaggio prosegue verso Camerota, villaggio d'origine greca a sei chilometri dal litorale, e Marina di Camerota, borgo sul mare. Anche qui i nomi delle località raccontano di antiche leggende, come quella di Camerota, fanciulla che venne trasformata in roccia da Venere per non aver corrisposto l'amore di Palinuro. Su questo litorale, possibilmente in barca, si raggiungono baie, grotte, scogli solitari e spiagge di sabbia finissima, come Ulivi a Lentiscelle, fino Porto degli Infreschi. Ultime tappe sono i borghi di Policastro, con il suo bellissimo golfo, Sapri e Scario, dove si consiglia di fare una sosta al tramonto per godere di un panorama impareggiabile.

 
 
Certosa di San Lorenzo - Padula

Entrando verso l'interno, dove si vive seguendo i ritmi lenti delle stagioni, ad alcune decine di chilometri dalla costa si raggiungono splendidi borghi come Padula, dove si trova la Certosa, un magnifico monastero certosino con il chiostro più grande del mondo e uno scenografico scalone a chiocciola di marmo bianco. Poco lontano ci sono Teggiano con un bel castello, e il paese fantasma di Roscigno Vecchia con case e strade deserte, abbandonate dagli abitanti per le continue frane. E, ancora, il castello cinquecentesco di Vatolla dove, dal 1689 al 1695, Gian Battista Vico compose la Scienza Nuova.

Qui è la natura lussureggiante del Parco la vera protagonista, dove dalla sorgente Ferrata, a Contursi Terme, lungo il fiume Sele si fa rafting armati di pagaia, casco e giubba di galleggiamento e si scende fino a valle. Oppure si sperimenta lo speleo-raft, il rafting nelle grotte: si parte da quelle di Pertosa, che hanno il tratto fluviale sotterraneo più lungo d'Europa, e con lampade speleologiche si discende il fiume Tanagro.

 

Capelli di Venere - Casaletto Spartano

Fiume Sele - Canyoning

Il nostro viaggio continua alla scoperta di uno dei luoghi più freschi del Cilento, ideale per trascorrere una giornata estiva un po’ diversa dal solito. Ci immergiamo nel cuore verde del Cilento più incontaminato. Siamo a Casaletto Spartano, un piccolo borgo con poco più di 1.400 abitanti, che custodisce uno dei tesori naturalistici più belli della nostra amata terra, i Capelli di Venere, una meravigliosa cascata che nasce dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento. Il suo percorso sotterraneo e la sorgente di Morigerati vi regaleranno emozioni uniche, grazie al loro habitat suggestivo in cui la vegetazione e la fauna fluviale annoverano specie rare e protette.

Oasi di Morigerati

In una zona collinare del Cilento a pochi chilometri dalla costa del Golfo di Policastro, il comune di Morigerati, di circa 800 abitanti, ospita nel suo territorio l'OASI WWF. Questo luogo racchiude in pochi chilometri quadrati l’essenza stessa della nostra terra: borghi minuscoli dal fascino antico e natura selvaggia e incontaminata.

 

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Permetteteci di varcare i confini del Parco Nazionale del Cilento e portarvi poco più a sud, dove potrete immergervi in un vecchio film in bianco e nero, percorrere a bordo di una vespa o se preferite via mare su di un tipico gozzo, un tratto di costa dal fascino suggestivo ed unico al mondo come quello della Costiera Amalfitana (150 Km a nord), dalla natura incontaminata e dai scorci suggestivi, per veri intenditori. Benvenuti sulla costa di Maratea, un paradiso naturale caratterizzato da pendii scoscesi ricoperti di macchia mediterranea tutta immersa nel verde, con una miriade di piccole spiagge e Hotel per ogni tasca, gusto e tendenza.

Marina di Maratea

L'area intorno al pittoresco villaggio comprende piccole spiagge, un porto turistico e una collina coronata da una gigantesca statua del Cristo. Maratea è una meta di vacanza semplice e raffinata. Un luogo di villeggiatura per i veri appassionati d'Italia e per coloro che sono in sintonia con il ricco ma lento ritmo della vita italiana.

Trentaseimila ettari di territorio annoverati dall'Unesco sia nel patrimonio dell'umanità sia tra le riserve della biosfera. Il mare, infatti, è così trasparente da far assegnare anche quest'anno, come da tempo ormai, la "bandiera blu" a otto località marinare.

 

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